 |
Ho conosciuto Daniele Fulvi in occasione del "2° Trofeo Città di Perugia di Lotta".
Era venuto sul campo di gara per consegnarmi un omaggio che mi aveva inviato suo padre, mio amico di vecchia data, e per portare il saluto della "Italy C.K.A." alla nostra manifestazione. Avevo già sentito parlare di Daniele come di un giovane atleta abile nelle Arti Marziali Orientali e coraggioso, capace di mettersi a confronto con grandi campioni al punto da saper conquistare, proprio in terra cinese, culla del Kung Fu Tradizionale, il titolo di "Campione del Mondo" nel 1996 e nel 1998. Aveva anche disputato, da vincitore, durante la sua brillante carriera di giovane atleta, ben 45 incontri nel duro combattimento del Sanda Cinese.
In seguito lo vidi esibirsi durante una manifestazione a cui ero stato invitato a partecipare con una piccola rappresentanza dei miei atleti. Eseguiva esercizi particolari, a terra con una lunga catena che faceva roteare vorticosamente, dimostrazione palese della sua abilità e segno della sua preparazione nelle tecniche delle Arti Marziali Orientali. Quella breve, intensa performance era un vero esmpio di potere interiore, di padronanza del proprio corpo, messa in atto con grande naturalezza e semplicità. Pensavo già di invitarlo a partecipare alla rappresentazione teatrale "Teseide" e di farlo esibire insieme ai miei ragazzi. Quelle sue doti uniche avrebbero potuto dare a tutto il contesto dell' opera completezza e un tocco di esotica originalità.
Purtroppo il destino ha riservato per lui un cammino diverso da quello previsto dalla logica umana, strappandolo prematuramente alla sua famiglia e ai suoi amici.
Noi semplici mortali siamo rimasti attoniti, con una sola domanda sulle labbra: Perché ? Rimane viva nella memoria la sua figura di lottatore e a noi piace immaginarlo mentre segue il suo nobile impulso, mentre si esibisce su altri tatami, su altre materassine, per affrontare nuove battaglie.
E' proprio della natura umana indagare, studiare, conoscere, imparare, creare nuove forme di lotta per il superamento di sé. In questo comune intento trovano il punto di congiunzione tutte le Arti Marziali, d' oriente e di occidente. E' un modo di vivere che si attua come idea di perfezione, che si realizza con lo slancio e la generosità. La lotta educa e forma l' uomo.
La lotta è anche ricerca interiore che si sperimenta sul tappeto ed è la forza che ogni uomo porta nella vita per rinnovare il mondo, essendo essa una forza etica pregna di creatività. Insegna il rispetto delle leggi, evita lo scontro scomposto e distruttore. E' espressione di moralità. E' essenzialmente una attività edificatrice della personalità.
Abbiamo dedicato a Daniele il "Trofeo Città di Perugia di Lotta S.L" per ricordare anche a noi stessi che la lotta è vita e la vita è eterna.
Al di là di ogni parola pronunciata, la nostra profondità vive perennemente nel silenzio.
Maestro Alessandro Lupi
|