ERBE PER LA SALUTE

....L’esperto
Dr. Stefania D'Alessandro

La fitoterapia, dal greco “phyton” (pianta) e “therapeia” (cura), è la cura o la prevenzione di una determinata patologia mediante l’uso di rimedi vegetali estratti da piante medicinali.
Si occupa essenzialmente della ricerca e dell’impiego delle piante e delle erbe medicinali, nonché di medicamenti che da esse si ricavano.
Si può considerare, da un punto di vista medico-scientifico, non un’alternativa alla medicina ufficiale, ma un efficace strumento che ad essa può essere affiancato per combattere e prevenire efficacemente tutta una serie di piccole e medie patologie, sia in fase acuta che cronica.
Va comunque posto in evidenza che è errato considerare la fitoterapia completamente esente da effetti nocivi in quanto alcuni estratti vegetali, anche a secondo della dose utilizzata, possono risultare particolarmente tossici. Ad esempio, la Belladonna T.M. è un ottimo rimedio antalgico in grado di alleviare ogni tipo di dolore, soprattutto se di tipo viscerale, in quanto ha una potente azione antispastica. Un suo impiego ad alte dosi è, però, altamente controproducente data la sua azione ganglioplegica, per questo il suo uso è controindicato in caso di glaucoma o di sofferenza prostatica. Oppure il Solidago T.M, ottimo rimedio, a dosi terapeutiche, nel trattamento della litiasi urinaria, ma nefrotossico in caso di iperdosaggio. Ed ancora l’Arnica T.M. il cui effetto terapeutico, ben noto, è legato al suo tropismo vascolare utile nella riduzione di emorragie e favorente le cicatrizzazioni; ma ad alte dosi provoca un marcato senso di spossatezza fino a portare ad una forte astenia. È innegabile, però, che se i rimedi vegetali vengono usati nelle dosi opportune per le patologie correlate non si riscontrano gli effetti secondari (o sono comunque di scarso rilievo) molto spesso presenti nei farmaci utilizzati dalla nostra medicina ufficiale.
D’altro canto va ricordato che molti dei principi attivi sintetizzati chimicamente dall’industria farmaceutica sono stati estratti per la prima volta da piante officinali (flavonoidi, antinfiammatori, alcaloidi, ecc.) o da funghi (alcuni tipi di antibiotici).
La tradizione popolare prevede soprattutto l’uso dei medicamenti vegetali attraverso:
Infuso: nel recipiente contenente la “droga” si versa acqua bollente e si lascia in infusione per circa 5-20 minuti. Poi si filtra. L’infuso si usa generalmente per parti della pianta molto tenere ( fiori, germogli, foglie).
Decotto: la “droga” viene posta in recipiente con acqua fredda e si porta lentamente ad ebollizione per circa 15-30 minuti. Poi si filtra. Questa operazione viene effettuata generalmente per trattare parti dure della pianta medicinale (radici, corteccia, semi).
Tisana: è costituita dall’associazione di più piante medicinali compatibili fra loro per azione farmacologia e caratteristiche chimico-fisiche, con una pianta medicinale base su cui verte l’azione farmacologia più importante. Si usa sotto forma di infuso o decotto.
Alcoliti: estratti idroalcolici di piante medicinali in cui l’alcool è il solvente. Le piante, essiccate, vengono messe a macerare per 5-10 giorni in alcool. Poi si filtra.
Idrolati: ottenuti dalla distillazione della “droga” in corrente di vapore.
Oleoliti: soluzione di medicamenti disciolti in olio.