LA MEDITAZIONE CHAN

La Meditazione Chan si basa su tecniche di respirazione, visualizzazione e di ricarico energetico di crescente e graduale difficoltà che aiuteranno il praticante nella ricerca del controllo e della centralità delle proprie azioni. La pratica della Meditazione Chan è un enorme alleato dell’uomo comune per l’ottenimento della centralità delle proprie azioni, per lo sviluppo dell’autocontrollo e della lucidità di intenti necessaria ad affrontare con successo ogni impegno della quotidianità.
La meditazione Chan favorisce lo sviluppo delle potenzialità tecniche fisiche ed energetiche del praticante essenzialmente attraverso degli esercizi di respirazione concentrati e centrati nel Tan Tien; al di là dei benefici più prettamente "fisici" e psicologici, centrare la respirazione e l'attenzione nel Tan Tien ha per obiettivo l'armonizzazione della respirazione fisica del praticante con il "Respiro del Cosmo": più il praticante riesce in questo, più riesce ad integrarsi nell'ambiente naturale e più, conseguentemente, riesce a calmare il proprio dialogo interiore sviluppando ed affinando così le proprie capacità intuitive e percettive; un cammino di siffatto genere, porta il combattente ad essere più pronto nella reazione di fronte ad un pericolo e più fluido in ogni sua azione.
La pratica costante della meditazione e' in grado di indurre vere e proprie modifiche a livello neuro cerebrale.
L'esecuzione costante quotidiana di almeno 40 minuti di attività yogica-meditativa è in grado di rendere più spessa la corteccia cerebrale, tale regione cerebrale svolge un ruolo cruciale nel processo decisionale, nella memoria di lavoro, nelle interazioni mente-corpo.
La seduta meditativa consiste nel sedere in silenzio con la spina dorsale dritta e le spalle rilassate, esercitando una profonda respirazione addominale. Le mani possono stare in grembo (la sinistra giace nella mano destra) oppure sulle ginocchia. Gli occhi sono semiaperti, lo sguardo naturale verso il suolo. All’inizio, quando la mente è irrequieta, osserviamo il respiro seguendo attentamente il processo di inspirazione ed espirazione che resta naturale e privo di forzature.
Secondo lo Zen, una respirazione corretta, dal ritmo lento, possente, naturale, rende possibile vivere a lungo in buona salute e in uno stato di equilibrio spirituale, mentre una respirazione erronea determina debolezza, malattia, instabilità spirituale e persino la morte.
Corpo e mente sono così profondamente uniti che l’influsso della respirazione sulla mente stessa è sorprendente. Una respirazione profonda, lenta, calma, possente spazza via le complicazioni mentali e la mente diviene pura, chiara, luminosa e dolce; spegne le attività della mente e ci permette di accedere allo stato di vuoto mentale. La respirazione autenticamente Zen deve essere: naturale, mai forzata, mai artefatta, sempre la stessa, sia seduti o camminando sia in ogni altra attività quotidiana; l’inspirazione è viva, intensa; l’espirazione è lenta, profonda, possente; l’aria viene espulsa lentamente, mentre la forza della espirazione discende potentemente sino al ventre.
La meditazione è indiscutibilmente il più misterioso e affascinante viaggio che si possa intraprendere: cosa e chi incontreremo, e con quali doni torneremo, è qualcosa che nessuno potrà mai dirci.
Forse questo è uno degli aspetti più interessanti di questa pratica, capace di metterci in contatto con la parte più profonda di noi stessi, proprio quella con le qualità che più ci mancano maggiormente nella vita di tutti i giorni.