AIKIDO

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Il nome aikido è formato da tre caratteri sinogiapponesi, che usando la traslitterazione più comune vengono scritti come: Ai, Ki e Do.
Spesso vengono tradotti rispettivamente come: armonia, energia e via, quindi aikido può essere tradotto come "la via dell'armonia attraverso l'energia".
Un'altra interpretazione comune degli ideogrammi è armonia, spirito e via quindi aikido diventa: "la via per l'armonia dello spirito". Entrambe le interpretazioni evidenziano il fatto che le tecniche dell'aikido si basano sul controllo dell'attaccante controllando e deviando la sua energia e non bloccandola.
L'Aikido incorpora un'ampia serie di tecniche che usano i principi di energia e movimento per deflettere e neutralizzare l'attacco, o più attacchi, da parte di una o più persone. Ai livelli più alti l'Aikido può essere usato per difendersi senza causare gravi danni né al difensore né all'attaccante. Se praticato correttamente dimensioni e forza non sono importanti per l'efficacia della tecnica. L'Aikido è considerato una delle arti marziali più difficili in cui diventare esperti.
Esistono cinque tecniche fondamentali di immobilizzazione (ikyo, nikyo, sankyo, yonkyo, gokyo) che terminano applicando una leva articolare dolorosa alle braccia o alle gambe, che "inchioda" l'avversario al tappeto.
Esistono poi svariate tecniche di proiezione (tenchi-nagè, irimi-nagè, udekime-nagè ecc.), che terminano proiettando l'avversario al suolo lontano da se stessi.
Sia le techiche di immobilizzazione che di proiezione possono essere praticate in forma positiva (omotè), che in forma negativa (urà). Nel primo caso ci si riconduce ad una azione di irimi e si entra nel centro, dentro la guardia dell'avversario attaccante; nel secondo (azione di tenkan) si tende a porsi nel centro dell'avversario, affiancandolo, solitamente uscendo lateralmente al suo attacco: l'azione è poi tesa a sbilanciare l'avversario costringendolo a ruotare attorno al proprio centro.
Sicuramente l'Aikido non è una disciplina fondata sull'attacco e sull'offesa personale ma si fonda invece sulla difesa. Perciò quando si affronta la questione dell'efficacia dell'Aikido occorre sempre tener ben presente che l'arte strategica e la specialità distintiva della disciplina dell'Aikido è quella di seguire un'azione tattica difensiva mirata al fine di evitare in tutti i modi il combattimento fin dal suo primo insorgere, attraverso un comportamento specificamente difensivo e non quindi finalizzato all'attacco né tanto meno all'offesa.
La priorità strategica dell'aikidoka nella scelta della sua azione tattica, dovrà quindi sempre ed esclusivamente essere quella di cercare di arrivare in tutti i modi alla risoluzione del conflitto senza subire offesa, impiegando le tecniche dell'Aikido al solo fine di disimpegnarsi dal combattimento e dall'avversario.
Il successo in questa azione di disimpegno è indicata nell'Aikido come il traguardo della vera vittoria, per raggiungere la quale occorre allenare non solo il corpo ma soprattutto lo spirito, al fine di conseguire la capacità interiore di rinuncia al confronto, privilegiando sempre ed in ogni caso la strada del disimpegno dal conflitto.
L'aikido può essere definito, in maniera un po' riduttiva e semplicistica, la via dell'unificazione delle energie. È cioè un mezzo per unificare le nostre energie interne: ad esempio, emozioni, istinti, pensieri sotto il dominio del nostro centro psico-fisico, simbolicamente identificato nell'hara, uno spazio energetico posto, fisicamente, attorno all'ombelico. L'Aikido è un modo per ritrovare il senso delle relazioni umane, per sentirci uniti ai nostri simili, ai nostri fratelli, nella stessa ricerca di amore e di realizzazione delle nostre potenzialità. L'aikido è anche uno strumento per riunificare le nostre energie individuali con l'universo e con ciò che lo pervade; per essere un tutt’uno con la Natura, con la sua Coscienza.