Il Judo (da Ju: cedevolezza e Do: via) è un'arte marziale, uno sport e una filosofia giapponese. È anche una disciplina per la formazione dell'individuo nel senso morale e caratteriale. È diventato ufficialmente disciplina olimpica nel 1964, a Tokyo, e ha rappresentato alle Olimpiadi di Atene 2004 il terzo sport più universale, con atleti da 98 paesi. Il judo conobbe una straordinaria diffusione in Giappone, tanto che non esisteva una sola città che non avesse almeno un dojo, e parallelamente si diffuse nel resto del mondo grazie a coloro che viaggiando per il Giappone (principalmente commercianti e militari) lo appresero reimportandolo nel loro paese d'origine. Non meno importante fu la venuta in Europa intorno al 1915 di importanti maestri giapponesi, allievi diretti di Jigoro Kano, che diedero ulteriore impulso allo sviluppo del judo, tra cui Koizumi in Inghilterra e Kawaishi in Francia.
Lo scopo delle tecniche utilizzate nel judo è sbilanciare l'avversario per farlo cadere al suolo: ciò è chiamato Nage waza (tecniche di proiezione). L'apprendimento è strutturato secondo un sistema chiamato Go kyo che ordina 40 tecniche in 5 classi in base alla difficoltà di esecuzione e alla violenza della caduta. L'arte di proiettare l'avversario al suolo dalla posizione eretta è definita Tachi waza e si suddivide in tre categorie:
- tecniche di braccia: te waza
- tecniche di anca: koshi waza
- tecniche di gambe: ashi waza
Abbiamo poi le cosiddette tecniche di sacrificio: sutemi waza, dove il praticante accetta di perdere il suo equilibrio per fare cadere il suo avversario. Queste a loro volta sono suddivise in:
- sacrificio sul dorso: ma sutemi waza
- sacrificio sul fianco: yoko sutemi waza
Un ulteriore gruppo di tecniche, applicabili dopo aver atterrato l'avversario, viene definito Katame waza, tecniche di controllo, suddivise in:
- tecniche di immobilizzazione, osae komi waza
- tecniche di lussazione degli arti, kansetsu waza
- tecniche di soffocamento, shime waza
La maggior parte di queste tecniche viene effettuata durante la lotta a terra, detta ne waza, ma alcune di esse sono applicabili anche in piedi.
L'ultimo gruppo di tecniche è chiamato Atemi waza, o l'arte di colpire l'avversario e si divide in:
- attacchi con gli arti superiori: ude ate
- attacchi con gli arti inferiori: ashi ate
La pratica di quest'ultime è effettuata nei Kata (forme preordinate) e comprende anche tecniche basilari di attacco-difesa da coltello, bastone, spada e pistola.
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